Regione Autonoma della Sardegna

Paolo Angeli chiude a Spargi la 16° edizione di Isole che Parlano

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L’Unione Sarda del 25.09.2012

Lo straordinario concerto di Paolo Angeli a Spargi ha chiuso la rassegna “Isole che parlano”

paolo_angeli_spargiChitarra sarda, tramonto e il mare Sulla spiaggia di Cala Corsara, nell’isola di Spargi, solo con le sue note. Domenica sera Paolo Angeli ha eseguito, al tramonto, il suo saluto al mare che ha chiuso la sedicesima edizione della manifestazione “Isole che parlano”. Oltre seicento persone sono arrivate sull’isola con tre barconi messi a disposizione dall’organizzazione. Ma gli applausi sono arrivati anche dal mare: una trentina di imbarcazioni hanno gettato l’ancora per sentire le note della sua chitarra.

In un paradiso come Cala Corsara, ci voleva la musica degli angeli a salutare l’acqua cristallina al tramonto. Ma non erano cherubini a pizzicare le corde della chitarra. Il “solo” semi acustico del musicista palaese è riuscito a sintetizzare perfettamente il rapporto tra natura e suono. In un’ora di concerto, solo il silenzio, interrotto dagli applausi solo alla fine: una vera e propria standing ovation. L’obiettivo di “Isole che parlano” è stato sicuramente centrato: l’uomo può (e domenica ne ha dato prova), attraverso l’improvvisazione, misurarsi con un contesto naturalistico innescando una relazione creativa che proietta l’ascoltatore verso il rispetto dello spazio sonoro.

Risacca del mare e suono del vento si sono fusi con una poetica che ha esaltato l’assordante silenzio come unica musica possibile. «Sono emozionatissimo – ha detto Angeli – dopo sedici anni, siamo riusciti finalmente a portare la musica a Spargi. Questo paradiso apre i suoi occhi di fronte alle note della musica». E la musica ha inondato davvero tutto. Quattro esecuzioni che hanno tolto il fiato e rapito gli spettatori per una cinquantina di minuti. L’apertura è stata affidata ad una lunga improvvisazione. Un mix di brani che ha toccato “Le passanti” di Brassens, “Unravel” di Bjork e “Brida” dello stesso Angeli. «Brida è la fascetta che l’elettricista usa per stringere qualcosa – ha affermato il musicista di fama internazionale e direttore artistico della manifestazione palaese – in questo mio pezzo ha il gusto della metafora: è come quan

Foto di Pietro Mario Bulciolu

Foto di Pietro Mario Bulciolu

do perdi una persona cara per sempre».

Non poteva mancare il tocco della tradizione locale. Ecco arrivare, così “La Corsicana” che Angeli ha dedicato a tutto lo staff di “Isole che parlano”. Poi è stata la volta di “Mascaratu” (dal sapore balcanico), di “Tibi”. E poi il bis richiesto dal pubblico. Le note sono scivolate via. Pubblico in piedi. In piedi anche Angeli con la divisa classica: maglietta e righe d’ordinanza. Un saluto al mare e al suo strumento, un’orchestra di suoni ideata e crata da lui. «Di base è una chitarra sarda preparata – ha spiegato il musicista – a diciotto corde, con martelletti da pianoforte ed eliche. Ne esistono solo due: la mia e quella che ho fatto per Pat Metheny». In una parola: spettacolo. L’evento, organizzato dall’associazione Sarditudine, è stato possibile grazie al Comune di La Maddalena, in collaborazione con quello di Palau e con l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago.

Sebastiano Depperu