Porto commerciale e porto turistico: arrivano i primi dati dell’estate 2012

on 29 agosto 2012

porto_turistico5Scalo commerciale al 4° posto in Sardegna per volumi di traffico: 2,5 milioni di passeggeri, 800 mila tonnellate di merce.
Il Commissario Cicero: necessari altri 200 posti barca nel porto turistico


L’Unione Sarda di mercoledì 29 agosto 2012

Il commissario Cicero: «Servirebbero almeno altri 200 ormeggi»
Tutto esaurito in banchina. Posti barca introvabili: costi e posizione vincenti

Palau piace ai diportisti, e piace parecchio. Banchine e pontili del porto turistico sono in piena occupazione anche in questa estate di crisi. I 450 posti barca disponibili non sono mai rimasti vuoti a luglio e agosto secondo i dati forniti dalla direzione della Marina. Ignazio Sanna, direttore del porto, conferma i numeri dello scorso anno e con essi le preferenze dei proprietari di barche per la cittadina dell’Orso.

POSIZIONE
Strategica la posizione vicino alle perle dell’arcipelago, su questo nessun dubbio. Le isole di Caprera, Spargi e Santa Maria, ad esempio, rinomate mete per i navigatori in vacanza nei mari del Nord Est isolano, sono per gran parte accessibili secondo quanto previsto nel piano predisposto dall’Ente Parco di La Maddalena. Qui per yacht e motoscafi il rischio di essere cacciati non esiste, come invece è avvenuto nel caso del panfilo che ha ancorato poco distante dall’Isola di Mortorio circa dieci giorni fa. Scavando nei dettagli, in realtà anche a Palau una piccola flessione c’è stata. Del centinaio di barche che, durante le passate stagioni, dovevano accontentarsi di entrare in lista d’attesa, quest’anno poco più della metà hanno ricevuto il “no” da parte degli uffici della direzione marittima. Nessun danno reale per le casse del Comune che conferma la previsione di entrate in bilancio per circa 850 mila euro, così come indicato nel bilancio approvato dall’amministrazione di Piero Cuccu l’inverno scorso.

SVILUPPO
Ma le potenzialità del porto turistico palaese sono ben altre. La struttura oggi può accogliere 3 scafi di 24 metri di lunghezza, 2 fino a 18 metri, mentre per il resto, circa 400 posti barca, possono essere ospitate imbarcazioni dai 16,5 metri a calare. Secondo il commissario straordinario Francesco Cicero servirebbe una bella ristrutturazione « Lo chiede il mercato e per la cittadina sarebbe il punto di partenza per un forte sviluppo economico. Il turismo nautico deve essere potenziato. Servirebbero almeno altri 200 posti barca». Il Comune è da tempo in attesa dell’assegnazione dei fondi regionali destinati ai porti turistici. Dopo l’incontro nel maggio dello scorso anno a Cagliari con l’ex assessore ai Lavori Pubblici Sebastiano Sannittu, il sindaco Piero Cuccu aveva strappato la promessa per la concessione di almeno 4 milioni di euro per l’avvio di un primo lotto di lavori per l’ampliamento della parte a Nord. Sembrava ormai cosa fatta.

INVESTIMENTI
Palau ha i numeri per meritare quei milioni di euro, ma nella graduatoria stilata dalla Regione lo scorso maggio per l’assegnazione dei fondi non si fa nessun cenno al paesino affacciato sull’arcipelago maddalenino. Il porto è al quarto posto in Sardegna per volumi di traffico: circa 2 milioni e mezzo i passeggeri e 800 mila le tonnellate di merce movimentati.

Isabella Chiodino

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Premio di poesia, i vincitori del XVII Cala Petralana

on 27 agosto 2012

premio_poesia_cala_petralanaLa giuria premia la composizione “Creatura senza più lacrime” di Francesco Terrone, seconda piazza a Francesca Pavesi con “Strisce di sabbia ventosa


L’Unione Sarda del 27.08.2012

Cala Petralana, i vincitori del premio

Si è celebrata sabato scorso nella sala dei convegni del Palazzo Fresi, la cerimonia di premiazione della XVII^ edizione del premio di poesia “Cala Petralana”, fondato da Anna Maria Marfé e Aldo Jatosti nel 1996.

Il primo premio è andato alla composizione “Creatura senza più lacrime” di Francesco Terrone, milanese; seconda piazza a Francesca Pavesi con “Strisce di sabbia ventosa”, e terzo premio a Michele d’Amore con “I cieli narrano la tua gloria”. Il premio dei fondatori è andato a Valter Bosio. ( f. n. )

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Al Cineteatro Montiggia l’autrice del saggio “Accabadora e la sacralità del femminino”

on 24 agosto 2012

accabadoraLa Libreria dell’Isola presenta “Accabadora e la sacralità del femminino – Riti e credenze nella tradizione popolare sarda”: incontro con l’autrice Maria Antonella Arras. Venerdì 24 agosto, ore 22.00, CineTeatro Montiggia

Accabadora e la sacralità del femminino Riti e credenze nella tradizione popolare sarda

Opera prima di M. Antonella Arras

Mediando scienza, storia e mito, M. Antonella Arras ci offre un libro di grande fascino: un volume che ci consente di viaggiare nel tempo, seguendo il filo indelebile della tradizione. Senza scivolare in retorici voli pindarici sul “come si stava bene una volta” e senza nulla cedere a inutili richiami a presunti valori identitari, l’autrice conduce la sua ricerca avendo come elemento di riferimento la passione per la sua terra e lo sguardo antropologico caratteristico di chi è abituato a guadare dentro alla gente, percependone i moti dell’anima e le sue dirette correlazioni con la cultura. Nel libro occupa un ruolo determinate la s’accabadòra, figura contesa tra storia e leggenda, che nella Sardegna dei tempi andati era incaricata di porre fine alla vita dei morenti.

 In questo nostro tempo in cui la discussione sull’eutanasia si è arrestata su posizioni inconciliabili, colpisce molto sentir parlare di una pratica che ha in sé toni drammatici in cui riverberano i riflessi del cosiddetto geronticidio, cioè l’uccisione degli anziani compiuta con modalità in alcuni casi colme di influssi rituali. M. Antonella Arras, medico di formazione, si pone al cospetto di questo singolare e un po’ misterioso personaggio, con gli occhi disincantati di chi conosce il rilevante peso della sofferenza nel condizionare i comportamenti degli esseri umani, sempre alla ricerca di un mezzo per dare un senso al dolore, al male, alla morte. Sull’etimologia di s’accabadòra ci sono alcune ipotesi: in genere la parola viene traslittera in italiano con “ucciditrice” o “terminatrice”; M. Antonella Arras aggiunge: “La parola trae origine dal catalano acabàr e dal sardo acabài/agabbare/accabbare (a seconda della zona) che significano finire, portare a compimento, terminare (ad es: agabbala!, smettila!, nel Nuorese)”.

Allo studio sulla s’accabadòra, Antonella affianca un’ampia messe di materiali sulla medicina popolare sarda: un campo sconfinato, che ancora una volta consente al lettore di effettuare un viaggio colmo di fascino nell’universo della tradizione popolare, oggi spesso dimenticata. Medicina e magia popolare sono spesso vicini: sono in simbiosi e danno vita a una serie di pratiche che attualmente fanno parte dell’archeologia culturale: le sue pratiche non sono però ascrivibili solo alla superstizione. Infatti alla sua complessa struttura si sono coagulati millenni di esperienze, tradizioni e credenze nate quando la magia, la religione e la scienza erano così vicine da sembrare un’unica realtà.

Quanto noi oggi definiamo medicina popolare è soprattutto uno strumento capace di ricomporre simbolicamente, prima di tutto, l’equilibrio uomo-natura nel rispetto delle regole di esperienze rituali che si oggettivano in una sorta di “biologia-mitica”. Nell’ambito che definiamo medicina popolare, scopriamo che la malattia e la guarigione (o la sua ricerca) sono correlate a una dimensione spesso irrazionale: ne consegue che la malattia può avere un’origine dovuta a una fattura o a un sortilegio attuato con l’ausilio di mezzi soprannaturali, di contro la guarigione può essere determinata da un intervento altrettanto soprannaturale portato da guaritori, maghi, ma anche da santi taumaturghi. La cultura medica erudita di tradizione antica e araba, quella religiosa che correlava la malattia al concetto di peccato e di espiazione e quella popolare basata su sistemi empirici e magici, convivevano nella tradizione popolare in una dimensione fortemente simbolica, in cui la patologia risultava uno status polivalente.

 Il libro di M. Antonella Arras ci consente di percorrere ampi ambiti di questa tradizione, guidandoci in un universo a tratti oscuro, in altri casi colmo di luce e di speranza. Anche di poesia: come si evince dai racconti con i quali l’autrice ha voluto arricchire il suo pregevole saggio.

Massimo Centini

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Conclusa la 24esima edizione del trofeo formenton

on 22 agosto 2012

foto_trofeo_formentonIl pochissimo vento della prima parte della regata non ha scoraggiato gli affezionati del prestigioso evento, che anche quest’anno ha visto numerosi partecipanti sulla linea di partenza. Jeroboam Ca’ Nova, lo Swan 45 di Vittorio Codecasa, si aggiudica la vittoria nella categoria Crociera


Comunicato stampa.

Jeroboam Ca’Nova di Vittorio Codecasa vince il Trofeo Formenton categoria Crociera

Anche quest’anno il caldo anomalo e le previsioni di poco vento non hanno intimorito i partecipanti del Trofeo Formenton, manifestazione velica che a Porto Rafael ha potuto firmare la sua 24esima edizione nel solito, impagabile, clima di amicizia, passione per la vela vissuta insieme ai familiari in un paesaggio unico, che la contraddistingue da ormai un quarto di secolo!

Pensata come regata per i crocieristi in vacanza nella Sardegna del Nord per ricordare lo scomparso Presidente della Mondadori Mario Formenton, la manifestazione si preparara ad affrontare il giro di boa dei venticinque anni, con lo stesso spirito delle primissime edizioni. Intanto a Porto Rafael si sono presentate puntuali il 20 agosto (data che non viene mai cambiata negli anni) in quasi 40 barche, per trascorrere un’altra giornata all’insegna della navigazione a vela tra le isole dell’Arcipelago della Maddalena.

Organizzata dallo Sporting Club Sardinia di Porto Pollo, Palau – con la collaborazione dello Yacht Club Punta Sardegna e il supporto tecnico dello Yacht Club Costa Smeralda, la manifestazione si è svolta con successo, grazie anche all’entusiasmo e alla condivisione dello spirito con cui è nata degli armatori e amici che di anno in anno rinnovano la loro partecipazione, facendola diventare un appuntamento immancabile delle proprie vacanze. Jeroboam Ca’ Nova , lo Swan 45 di Vittorio Codecasa, ha vinto il Trofeo Formenton edizione 24.

Codecasa, un fedelissimo della manifestazione a cui non manca da diversi anni, è riuscito ad aggiudicarsi la vittoria nella categoria Crociera, per cui – se vincerà altre 2 volte anche non consecutive– potrà vincere definitivamente il Trofeo d’argento che finora hanno vinto solo Mahè (Mario Gallini) e Oracabessa (Riccardo Ammannato). La regata, che ha visto l’entusiasta partecipazione di una quarantina di barche tra i 20 e i 60 piedi ha avuto pressoché le stesse condizioni meteo-marine dello scorso anno con vento leggero alla partenza, una bolla all’altezza di Barettini e Barettinelli, che ha rallentato notevolmente, se non fermato, la flotta e un finale con un certo rinforzo di vento sui 10-12 nodi tra Budelli e Spargi, che ha rinfrancato i partecipati, abbastanza stremati dal caldo torrido e il pochissimo vento.

L’arrivo è stato anticipato all’altezza di Punta Paganotto per i tempi, che si sarebbero troppo dilatati con l’arrivo inizialmente previsto davanti a Porto Rafael. Vincitore in tempo reale in 2 ore e quasi 52 minuti lo Swan 42 Natalia, di Natalia Brailoiu, risultata prima anche nella categoria IMS Regata, davanti al Mumm 30 Le Coq (Marco Holm) e il Bavaria 38 Nalù (Mattia Meloni).

Nella categoria Crociera, Jeroboam ha vinto davanti al Grand Soleil 43 OT Vani tè (Mario Aquila) e Robeljò il First 31.7 di Roberta Vivarelli, altre barche, equipaggi e famiglie immancabili al Formenton. Nella speciale classifica IMS Crociera “Vele bianche”, ossia le barche che hanno scelto di regatare con la sola randa e fiocco, ha avuto la meglio l’Este 24 Supersilvietta di Michelangelo Tardioli; secondo posto per il Comet 41S Fra’ Diavolo di Guido Tabellini e terzo per il sempre presente Nim, il Dehler 34 di Fabrizio Miccò. Tra le vele d’epoca – nonostante il vento leggero – è riuscito a concludere la regata Loki, lo Yawl Sparken & Stephens del 1948 di Mattia Formenton (figlio di Mario). Presenti ben 6 imbarcazioni con gli allievi della Marina Militare: Fomalhaut, Dragone, Gemini, Sestante e Ussaro.

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